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Filippo La Manna

Iniziai, quasi per gioco, a strapparmi i jeans, a cucirmi qualche toppa a mano e ad attaccare qualche bottone qua e là.

Tutto pur di sembrare diverso dal resto del mondo.

Lo volevo talmente tanto che, più che diverso, le mie creazioni cominciavano a sembrare strane agli occhi degli altri.

Strano.

Tutto partì da questa parola.

Vidi che la gente che mi stava intorno cominciava ad apprezzare il mio modo di essere,
il mio stile e il fatto di mostrarlo in pubblico senza vergogna,
fino al punto di chiedermi di rendere “strani” anche i loro capi.

Era l’occasione che aspettavo da sempre.

Decisi, quindi, di mettere a disposizione degli altri i miei lavori, fatti di passione e di notte insonni:
è stato come dividere la mia vita in tanti piccoli pezzetti e metterli a disposizione del mondo intero.

La cosa mi spaventava ed eccitava allo stesso tempo.

Un salto nel vuoto da cui o si emerge vincitori o si riparte da zero.

Andai a comprarmi una macchina da cucire e per la prima settima non chiusi occhio, fino a che non riuscii a maneggiarla correttamente.

Alla gente piaceva e piace tuttora l’idea di indossare capi unici, lavorati con materiali inusuali e pregiati, incentrati sul Made in Italy e sull’attenzione ad ogni singolo dettaglio: dai ricami al packaging di ogni prodotto.

Sono convinto che il destino di una persona sia fortemente legato alle proprie ambizioni. E le mie, quella volta, vinsero sopra tutto e mi regalarono la maturità giusta per proseguire il mio percorso.

Una strada ancora lunga e tortuosa ma sicuramente più chiara e limpida nella mia testa.

Da una modellista (e cara amica) appresi tutte le tecniche del disegno su scala reale e del modellismo, fino al punto di vedere realizzata la mia prima collezione.

La “David Collection” fu un successo che custodiva dentro di sè il ricordo di un mio caro amico scomparso qualche tempo prima e al quale è dedicata la collezione e l’inizio della mia carriera.

La mia avventura continuò poco dopo con due nuove linee, la “Limited Edition” e la “Spring/Summer 2016”, con le quali approdai per la prima volta nel mercato online: l’apertura ad un pubblico più vasto mi diede la motivazione e la carica giusta per continuare a spingere sull’acceleratore e diventare quello che sono ora.

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